"Stanno gia' preparando un dossier su Lucio Pellegrini, verra' fuori non appena finiscono con la Marcegaglia". La mette sul ridere, come sempre, Fabio Volo, per sdrammatizzare sulle eventuali polemiche che seguiranno l'uscita in sala di 'Figli delle stelle', nuovo film del regista astigiano (che nel 2003 aveva rievocato i fatti del G8 con 'Ora o mai piu''), interpretato dallo stesso Volo insieme a Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Claudia Pandolfi e Paolo Sassanelli, sugli schermi (circa 250) dal 22 ottobre distribuito da Warner Bros.
Commedia dolceamara su un gruppo di over 35 che decide di sequestrare un politico e con il riscatto risarcire la vedova di un operaio morto sul lavoro, 'Figli delle stelle' racconta la strana "convivenza" tra un gruppo di rapitori improbabili e un politico stupito e incredulo: "In questo particolare momento storico del paese e' facile che qualsiasi cosa possa far nascere polemiche dal nulla, quindi tutto puo' succedere. Certo e' che in condizioni normali non dovrebbe accadere niente", dice il regista, deciso insieme ai due sceneggiatori Francesco Cenni e Michele Pellegrini a raccontare, in commedia, "la realta' di personaggi non piu' giovani ma non ancora davvero adulti, costretti a vivere in una condizione di precariato esistenziale i quali, improvvisamente, si uniscono per mettere a segno un colpo talmente assurdo che il loro coraggio oltrepassa i limiti del delirio mentale".
Il "colpo" in questione, come detto, e' quello di sequestrare un ministro borioso (interpretato da Fabrizio Rondolino, alla fine degli anni '90 portavoce di Massimo D'Alema), ma finiscono per prendere il tizio sbagliato, un sottosegretario (Giorgio Tirabassi) che col passare del tempo si dimostra addirittura una persona perbene: "Questo e' l'elemento rappresentativo della sfiga dei personaggi, autodistruttivi al punto di rapire l'unico politico buono", spiega Pellegrini, che smorza sul nascere venticelli destinati a trasformarsi in polveroni: "Lo sguardo benevolo non e' sull'atto che viene compiuto, ma sui personaggi, che per forza di cose andando avanti con il film diventa empatico, allo stesso modo di quanto accade con il politico".
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