Colpo di fulmine, il mago della truffa - la nuova prova di Jim Carrey
Scritto da marina   

 

 

Che Jim Carrey fosse un artista dotato di una straordinaria presenza scenica, capace di rendere con le sue imprevedibili pose stati d’animo opposti con eguale naturalezza, è cosa ben nota. In Colpo di fulmine – Il mago della truffa Carrey dimostra però di riuscire a innalzare questo innato talento a un livello ancora superiore, mettendo in luce un’espressività assolutamente rara anche tra gli altri volti noti dell’empireo hollywoodiano. La figura di Steven Russell sembra essere stata costruita appositamente su di lui, tanto che appare strano pensare a un attore diverso nei panni dell’eccentrico e multiforme protagonista del film.
L’interprete americano, che non a caso ha conosciuto la celebrità a metà degli anni Novanta con Ace Ventura e The Mask, due personaggi iperattivi e a dir poco sopra le righe, riesce a condensare in una sola pellicola tre diverse vite: parte dall’agente di Polizia nonché marito irreprensibile per poi passare al truffatore geniale e incorreggibile salvo riscoprirsi, infine, gay e contento. Il tutto in un racconto vivace e dal ritmo tambureggiante.
Tratto da una storia vera, narrata per la prima volta da Steve McVicker nel suo romanzo “I love you Phillip Morris” (che è anche il titolo originale del lungometraggio, modificato per l’italia con un risultato poco accattivante), Colpo di fulmine – Il mago della truffa ha una virtù preziosa, che Carrey non manca di esaltare: quella di alternare toni accesi a momenti di cinema più ricercato e riflessivo. Battute e situazioni comiche di vario genere contribuiscono a dare colore e calore a un’opera che, tuttavia, sa trattare pure con indubbia intelligenza tematiche complesse. L’amore che scoppia in particolare tra i due ex-galeotti non è reso in chiave di farsa, come alcune sequenze analizzate fuori dal contesto potrebbero lasciare intuire. Si caratterizza come lo stesso sentimento indifferente agli orientamenti sessuali che lega il protagonista, ancora attratto dalle donne nella prima parte, a sua moglie nel più tradizionale rapporto eterosessuale.
Che Jim Carrey fosse un artista dotato di una straordinaria presenza scenica, capace di rendere con le sue imprevedibili pose stati d’animo opposti con eguale naturalezza, è cosa ben nota. In Colpo di fulmine – Il mago della truffa Carrey dimostra però di riuscire a innalzare questo innato talento a un livello ancora superiore, mettendo in luce un’espressività assolutamente rara anche tra gli altri volti noti dell’empireo hollywoodiano. La figura di Steven Russell sembra essere stata costruita appositamente su di lui, tanto che appare strano pensare a un attore diverso nei panni dell’eccentrico e multiforme protagonista del film. L’interprete americano, che non a caso ha conosciuto la celebrità a metà degli anni Novanta con Ace Ventura e The Mask, due personaggi iperattivi e a dir poco sopra le righe, riesce a condensare in una sola pellicola tre diverse vite: parte dall’agente di Polizia nonché marito irreprensibile per poi passare al truffatore geniale e incorreggibile salvo riscoprirsi, infine, gay e contento. Il tutto in un racconto vivace e dal ritmo tambureggiante. 
Tratto da una storia vera, narrata per la prima volta da Steve McVicker nel suo romanzo “I love you Phillip Morris” (che è anche il titolo originale del lungometraggio, modificato per l’italia con un risultato poco accattivante), Colpo di fulmine – Il mago della truffa ha una virtù preziosa, che Carrey non manca di esaltare: quella di alternare toni accesi a momenti di cinema più ricercato e riflessivo. Battute e situazioni comiche di vario genere contribuiscono a dare colore e calore a un’opera che, tuttavia, sa trattare pure con indubbia intelligenza tematiche complesse. L’amore che scoppia in particolare tra i due ex-galeotti non è reso in chiave di farsa, come alcune sequenze analizzate fuori dal contesto potrebbero lasciare intuire. Si caratterizza come lo stesso sentimento indifferente agli orientamenti sessuali che lega il protagonista, ancora attratto dalle donne nella prima parte, a sua moglie nel più tradizionale rapporto eterosessuale.

 

 

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