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Per alcuni la chiave del successo di Al Pacino sono gli occhi febbrili, che sanno portare al di fuori le emozioni più intime e trasmettere brividi.
Per altri è la voce, arrochita e bassa, che in Italia solo pochi conoscono. È stato infatti doppiato per decenni da Ferruccio Amendola, lo stesso che dava la voce a Robert De Niro, tanto che quando, alla fine degli anni '90, lavorarono assieme nel film di Michael Mann Heat, per la versione italiana dovettero chiamare in supporto Giancarlo Giannini, che da allora è rimasto il suo doppiatore.
Questo per dire che nel nostro Paese per trovare una voce all'altezza della sua hanno dovuto cercare il meglio del meglio. Per altri ancora è la sua recitazione tutta nervi, fatta di improvvise esplosioni, con il corpo che sembra percorso da un fuoco interiore, frutto del metodo dell'Actor's Studio che imponeva agli attori di calarsi totalmente nei personaggi, fino a viverli davvero invece di limitarsi a recitarli.
Fatto sta che, a 70 anni (li compie domenica), Alfredo Pacino, italoamericano di origini siciliane, è ancora considerato tra gli interpreti più mitici del cinema americano dalla stagione della Nuova Hollywood ai giorni nostri. Quarant'anni di carriera attraversando il grande cinema hollywoodiano, ma senza disdegnare il teatro, soprattutto quello classico, e con un'unica ossessione pervicacemente perseguita: la difesa a oltranza della propria privacy.
Allievo della prima ora dell’Actor’s Studio, Pacino ha attualmente al suo attivo otto candidature, ma un solo Oscar (per il remake di “Profumo di donna”). Alfredo James Pacino, questo il suo nome per intero, nasce il 25 aprile 1940 a New York, nella zona di East Harlem da genitori di origine siciliane. Cresce nel Bornx dopo essere stato abbandonato quando aveva due anni dal padre Sal. Tre volte mitico “Padrino” per Coppola, ha esordito da protagonista come piccolo spacciatore in “Panico a Needle Park” film del 1971 diretto da Jerry Schatzberg. Ha avuto tra le sue molte fiamme Jill Clayburgh, Marthe Keller, Diane Keaton e Penelope Ann Miller ma resta tra i più convinti scapoli d’oro di Hollywood. Ha una figlia, Julie Marie, nata nel 1989 dalla relazione con l’insegnante di teatro Jan Tarrant, e due gemelli Olivia e Anton di nove anni, avuti dall’attrice Beverly D’Angelo.
Per alcuni la chiave del successo di Al Pacino sono gli occhi febbrili, che sanno portare al di fuori le emozioni più intime e trasmettere brividi. Per altri è la voce, arrochita e bassa, che in Italia solo pochi conoscono. È stato infatti doppiato per decenni da Ferruccio Amendola, lo stesso che dava la voce a Robert De Niro, tanto che quando, alla fine degli anni '90, lavorarono assieme nel film di Michael Mann Heat, per la versione italiana dovettero chiamare in supporto Giancarlo Giannini, che da allora è rimasto il suo doppiatore. Questo per dire che nel nostro Paese per trovare una voce all'altezza della sua hanno dovuto cercare il meglio del meglio. Per altri ancora è la sua recitazione tutta nervi, fatta di improvvise esplosioni, con il corpo che sembra percorso da un fuoco interiore, frutto del metodo dell'Actor's Studio che imponeva agli attori di calarsi totalmente nei personaggi, fino a viverli davvero invece di limitarsi a recitarli.Fatto sta che, a 70 anni (li compie domenica), Alfredo Pacino, italoamericano di origini siciliane, è ancora considerato tra gli interpreti più mitici del cinema americano dalla stagione della Nuova Hollywood ai giorni nostri. Quarant'anni di carriera attraversando il grande cinema hollywoodiano, ma senza disdegnare il teatro, soprattutto quello classico, e con un'unica ossessione pervicacemente perseguita: la difesa a oltranza della propria privacy.Allievo della prima ora dell’Actor’s Studio, Pacino ha attualmente al suo attivo otto candidature, ma un solo Oscar (per il remake di “Profumo di donna”). Alfredo James Pacino, questo il suo nome per intero, nasce il 25 aprile 1940 a New York, nella zona di East Harlem da genitori di origine siciliane. Cresce nel Bornx dopo essere stato abbandonato quando aveva due anni dal padre Sal. Tre volte mitico “Padrino” per Coppola, ha esordito da protagonista come piccolo spacciatore in “Panico a Needle Park” film del 1971 diretto da Jerry Schatzberg. Ha avuto tra le sue molte fiamme Jill Clayburgh, Marthe Keller, Diane Keaton e Penelope Ann Miller ma resta tra i più convinti scapoli d’oro di Hollywood. Ha una figlia, Julie Marie, nata nel 1989 dalla relazione con l’insegnante di teatro Jan Tarrant, e due gemelli Olivia e Anton di nove anni, avuti dall’attrice Beverly D’Angelo.
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