Woody Allen torna a Cannes, ed è in buona compagnia
Scritto da marina   
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Lo sbarco di Woody Allen fa sempre sensazione anche se  è da qualche anno ormai che l'ex comico solitario di Manhattan ha perso la voglia di sorridere e si è adeguato alle leggi del marketing e della promozione. Anche quella di se stesso. Il suo nuovo film resta comunque la notizia più attesa della giornata, insieme a lui ecco un piccolo resume dei film presentati

ANOTHER YEAR di Mike Leigh - in concorso. Dopo due Palme d'oro negli ormai lontani anni '90 (e un Leone veneziano datato 2004), torna in corsa uno dei due decani del cinema inglese. Ancora una storia di sentimenti e ferocia quotidiana su cui viene tenuto il massimo riserbo. Imelda Staunton (Vera Drake) e' la protagonista.

YOU WILL MEET A TALL DARK STRANGER
di Woody Allen - Fuori concorso. Cast di tutte stelle (pronte a sorreggerlo e difenderlo nella per lui ostica ascesa sul tappeto rosso della Croisette) con Naomi Watts, Antonio Banderas, Sir Anthony Hopkins e Josh Brolin. Sullo sfondo di una Londra smagliante e tecnologica, è l'irrazionalità che domina i destini umani a guidare la nuova "ronde" sentimentale del regista di "Manhattan". Due coppie in crisi e un incastro sentimentale che farà solo venire a tutti il crepacuore sono lo spunto della trama.

KABOOM di Gregg Araki - Proiezioni di Mezzanotte. Un po' dimenticato con gli anni, è stato il regista più trasgressivo del cinema americano degli anni '90. Ritorna dopo un silenzio di tre anni con un pastiche fantascientifico che ruota intorno al risveglio sessuale di un gruppo di adolescenti nel lontano futuro.

UN CERTAIN REGARD. Coppia di film ''da festival" per la sezione più cinefila del programma. Il tedesco Christoph Hochhausler propone ne "La città di sotto" un drammatico intreccio di potere e sentimenti con un uomo d'affari che perde la testa per una sua collaboratrice; il canadese Xavier Dolan (che si rivelò un anno fa alla Quinzaine con "Ho ucciso mia madre" riapre il suo diario di adolescente in crisi filmando se stesso e i suoi "Amori immaginari".

SHIT YEAR di Cam Archer - Quinzaine des Realisateurs. Passioni al calor bianco per la ritrovata Ellen Barkin, impegnata in un ruolo stile Viale del tramonto con matura attrice che cerca di ritrovare se stessa attraverso la passione per un uomo più giovane.

LA BELLE EPINE di Rebecca Zlotowski. Debutto trentenne per una delle rare registe delle selezioni di quest'anno. Una storia che potrebbe ricordare il nostro "Velocità massima" in versione femminile con la diciassettenne Prudence che scopre il mondo segreto e affascinante delle corse clandestine e cerca di farsi accettare dalla "Banda del circuito". Protagonista è una figlia d'arte come Lea Seydoux (il padre è un tycoon del cinema e della tv), che recita a fianco della sua vera madre, Valerie Schlumberger, al debutto assoluto.

 

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